Se lo Stato stabilisce la linea generale relativa la direzione che devono tenere i commercianti per gli orari dei negozi, anche le Regioni possono avere un’influenza.

La gestione di un negozio non è una cosa semplice, sono richieste competenze in diversi ambiti: dalla conoscenza del settore nel quale si opera alle capacità relazionali per la gestione, tanto del personale quanto dei clienti, fino ad arrivare ad avere nozioni di economia e finanza. Quest’ultimo ambito è fondamentale soprattutto nel momento in cui vengono promulgate nuove normative.

Una delle leggi più importanti riguarda gli orari dei negozi. In Italia, la determinazione delle aperture è una competenza esclusiva e trasversale dello Stato, ma anche le Regioni hanno competenza in materia di commercio e possono dare attuazione alla disciplina statale recante gli obblighi di apertura.

A chi spetta il compito di stabilire gli orari dei negozi?

Come detto sopra, la legge nazionale stabilisce le linee guida per le aperture e le chiusure. L’orario dei negozi di vendita al dettaglio va dalle ore sette alle ore ventidue. Nell’ambito di questo arco temporale sarà il negoziante a fissare l’orario che, comunque, non può rimanere aperto per più di 13 ore giornaliere.

In generale, gli esercizi commerciali devono rispettare la chiusura domenicale e nei giorni festivi, nonché la mezza giornata di chiusura infrasettimanale.

Alle Regioni e, nello specifico, ai Comuni si dà la possibilità di individuare variazioni alla normativa anche in relazione alle caratteristiche specifiche del territorio di riferimento. I Comuni, infatti, possono determinare dei giorni di deroga all’obbligo di chiusura domenicale e festiva e, nelle aree con un’economia prevalentemente turistica e nelle città d’arte, gli esercenti possono liberamente determinare gli orari di apertura e chiusura dei negozi e derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva.

Aperture straordinarie, tipologie di attività e possibili interventi

“Il piano per la regolazione dei giorni di apertura prevede per ogni Comune l’apertura del 25% degli esercizi commerciali per ciascun settore merceologico in ciascuna domenica o giorno festivo, e comunque entro il limite massimo annuo di dodici giorni di apertura domenicale o festiva per ciascun esercizio commerciale.”

Inoltre, la disciplina degli orari di apertura dei negozi varia anche in base alla tipologia di esercizio commerciale in oggetto. Le norme prevedono che le attività di somministrazione di alimenti e bevande non siano soggette ad alcun obbligo di chiusura domenicale o festiva.

Tuttavia, il Comune ha la possibilità di intervenire e di esercitare il proprio potere di inibizione sulle attività per comprovate esigenze di tutela dell’ordine, così da garantire la sicurezza della città e il decoro della vivibilità urbana. Il potere del Sindaco deve essere motivato e si intende limitato a casi urgenti, per i quali può disporre limitazioni agli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche per un periodo massimo di 60 giorni.

Cosa comporta la liberalizzazione degli orari dei negozi?

Lo Stato italiano ha lasciato agli esercenti la possibilità di scegliere i periodi di apertura degli esercizi commerciali. Questo ha effetto sia sull’occupazione sia sui consumi:

  • l’incremento occupazionale connesso alla liberalizzazione delle aperture domenicali può essere stimato tra il 7% e il 9%. Tuttavia, nonostante la liberalizzazione degli orari, i lavoratori sono tutelati rispetto al numero di ore lavorative e hanno diritto a una maggiorazione per lavori in orari non ordinari;
  • rispetto ai consumi si evidenzia un aumento degli acquisti, ma non in tutte le categorie merceologiche. Lasciare la possibilità ai consumatori di scegliere come gestire il proprio tempo permette loro di poter fare acquisti anche durante le festività, conciliando al meglio i carichi lavorativi e famigliari.

Soprattutto nei giorni di apertura straordinaria per i commercianti è importante riuscire a gestire l’afflusso dei clienti e le operazioni delle diverse tipologie di pagamento nel modo più efficiente possibile. In questo secondo caso, a supporto degli esercenti possono venire in aiuto i sistemi come EasyCassa che consentono di semplificare la gestione del punto vendita per avere più tempo da dedicare ai clienti in store.

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Redazione EasyCassa

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