Tra le norme introdotte, spicca l’obbligatorietà del green pass per tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni. Tutto quello che devi sapere se hai un’attività commerciale nel Food & Beverage e nei pubblici esercizi.

Il Decreto Legge del 23 luglio 2021 segna per l’Italia una regolamentazione agli spostamenti estivi, misure volte a contenere l’aumento e diffusione dei contagi da variante Delta nel bel paese. Tra le norme introdotte dal Consiglio dei Ministri, spicca l’obbligatorietà del green pass per tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni. Fra i luoghi in cui verrà richiesta la certificazione vaccinale ci sono anche i pubblici esercizi, almeno negli spazi al chiuso. Vediamo nello specifico i dettagli degli obblighi che riguardano bar, pub, ristoranti e altri punti di ritrovo.

Certificazione vaccinale e dove sarà necessaria

Il certificato verde sarà disponibile per tutti coloro che hanno ricevuto la prima dose o hanno completato il ciclo vaccinale, che hanno un certificato di guarigione nei precedenti sei mesi o ha effettuato un test molecolare o salivare o antigenico nelle 48 ore precedenti e con esito negativo.
Nei luoghi pubblici, al chiuso, e per altri luoghi come spettacoli aperti al pubblico, eventi, competizioni sportive, istituti e luoghi di cultura, musei, piscine, palestre, centri benessere, sagre e fiere, congressi, centri termali, parchi divertimento o tematici e tanti altri, il green pass sarà necessario per potervi accedere.

Ristoranti e attività similari, cosa succede?

Per le attività che offrono servizio al tavolo al chiuso come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, caffè e similari è richiesta la certificazione vaccinale sia per i clienti che per i lavoratori, oltre a dover indossare correttamente la mascherina. L’obbligo non include il servizio al tavolo se all’aperto e nemmeno le consumazioni al bancone. Resta in vigore un numero massimo previsto di 6 persone per tavolo al chiuso. Per servizi di catering seguenti cerimonie religiose e civili non è stato segnalato un numero massimo di commensali al tavolo. Il buffet resta consentito solo se “somministrato da personale indicato, evitando che gli ospiti possano toccare quanto esposto”. Il self-service può essere effettuato solo per buffet che prevedono prodotti confezionati in monoporzione.

Ristorazione e zone colorate

Il governo ha prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021. In questo contesto sono anche cambiati i parametri per valutare l’andamento della pandemia e quindi definire il colore delle zone in base all’incidenza dei contagi da SARS-CoV-2.

Come espresso nel decreto nelle zone gialla, arancione e rossa si potrà accedere ai locali pubblici con il certificato verde, con differenze negli orari di apertura e limitazioni nelle capienze massime delle attività.

Ad esempio, in zona gialla è possibile frequentare bar e ristoranti al chiuso sino alle 18 presentando il green pass. In zona arancione e rossa, invece, i ristoranti come le vinerie ed enoteche sono aperte solo per asporto e consegna a domicilio sino alle 22, mentre per i bar resta in vigore l’obbligo di chiusura anticipata alle 18.

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Redazione EasyCassa

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