È sempre bello arrivare a vedere un utile al termine di un anno fiscale, ma è importante essere a conoscenza della tassazione che dobbiamo aspettarci.

Nel sistema impositivo italiano, esistono due macro – categorie di imposte: le imposte dirette e le imposte indirette.

Imposte dirette

Le imposte dirette vengono immesse direttamente sul denaro che una persona produce in un dato momento.

Tra le più importanti, vi sono:

  • l’IRPEF, la tassa personale che va a incidere sui redditi prodotti all’interno dei confini italiani
  • l’IRES, che si applica sui redditi delle società (24%)
  • l’IRAP (3,9%), che si applica a livello regionale su qualsiasi tipo di attività che produca ricchezza.

Imposte indirette

Le imposte indirette sono tutte quelle imposte che colpiscono le somme di denaro che vengono spese in qualsiasi modo.

La più importante è l’IVA: viene applicata su ogni vendita e prestazione effettuata all’interno dello stato italiano.

In base al tipo di prestazione o vendita effettuata la percentuale dell’imposta cambia: ad esempio per i beni “di prima necessità” (pane, acqua, ecc.) l’aliquota IVA prevista è del 4%, oggetti come un’autovettura hanno una aliquota IVA fissata al 22%, mentre i beni alimentari preparati nei bar e nei ristoranti sono ivati al 10%.

Come descritto sopra, i titolari di Partita IVA pagano l’IRPEF calcolata secondo le proprie aliquote progressive per scaglioni.

Ma cosa posso “scaricare”? Mentre per i regimi fiscali forfettari non esistono costi deducibili, per i possessori di una partita IVA ordinaria i costi sono deducibili e il reddito si ottiene sottraendo ai ricavi i costi “deducibili”; i costi sono considerati deducibili se sono inerenti all’attività svolta: ad esempio, se mi occupo di ristorazione posso scaricare una spesa di tipo alimentare, se invece faccio l’elettricista no. 

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Redazione EasyCassa

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