Mentre si attende l’ufficialità riguardo la data di emissione e il testo del nuovo Decreto Ristori, raccogliamo tutte le informazioni rilasciate sui contributi a fondo perduto rivolti agli esercenti più colpiti dalla pandemia.

Il Decreto Ristori è tra le manovre più attese tra quelle messe in atto dal Governo per rispondere alle difficoltà economiche causate dalla pandemia da Covid-19.

La novità annunciata con il nuovo “Ristori 5” è l’adozione di un criterio maggiormente paritario essendo basato sull’effettivo calo di fatturato della singola azienda nel corso della pandemia piuttosto che sul quadro sanitario della Regione di riferimento.

Questa modifica amplia la platea dei beneficiari ma potrebbe rallentare le operazioni di accredito poiché si perde il meccanismo automatico di calcolo degli indennizzi e sarà richiesta una nuova tornata di invii di documentazioni e domande.

Decreto Ristori: le principali categorie interessate

Chiunque sia in possesso di una Partita IVA al 25 ottobre 2020 è potenzialmente soggetto all’ottenimento di un contributo in cifra variabile.

Un’altra novità è che i contributi saranno destinati in minima parte anche a coloro che, in assenza dei requisiti di fatturato, hanno aperto una partita IVA dopo il 1 gennaio 2019.

In quest’ultimo caso l’ammontare forfettario dell’indennizzo sarà di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

I punti stabiliti dal Ministero dell’Economia e della Finanza

In generale, la serie di obiettivi annunciata dal Ministero dell’Economia e della Finanza a fronte dei nuovi contributi previsti per aiutare le categorie di lavoratori in difficoltà, stabilisce di:

  • incrementare le risorse messe a disposizione per le casse integrazioni attivate in seguito all’emergenza sanitaria in corso;
  • mettere a disposizione dei nuovi finanziamenti per sostenere il reddito di cittadinanza;
  • prevedere un supporto alle imprese direttamente o indirettamente colpite per mettere a disposizione dei liberi professionisti o dei titolari di aziende nuova liquidità;
  • introdurre nuove misure di sostegno specifico per i settori economici più colpiti;
  • inserire nel piano di indennizzi un nuovo contributo forfettario una tantum per rispondere al nuovo programma di incentivi agli investimenti previsto per il 2021;
  • posticipare le riscossioni tributarie, spostandole almeno all’inizio del 2022.

Come prepararsi all’invio della documentazione e alle domande online

Tra i dati finanziari richiesti ci sono principalmente le comparazioni sui ricavi tra 2019 e 2020 con l’obiettivo di fornire all’Agenzia delle Entrate i dati sul fatturato necessari a stabilire la cifra dei contributi a fondo perduto destinati alle singole aziende.

La procedura sarà verosimilmente analoga a quella prevista nei precedenti decreti, si svolgerà quindi online e determinerà il caricamento automatico dei contributi sull’IBAN inserito all’interno della domanda di indennizzo.

PUBBLICATO DA

Redazione EasyCassa

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