Il limite di fatturato non è il solo elemento che determina qual è il tipo di azienda che può scegliere la contabilità semplificata…

La contabilità semplificata, come dice il suo nome, aiuta a semplificare la componente burocratica della gestione di un’impresa, consentendo alle realtà più piccole di beneficiare di alcuni vantaggi fiscali e di agevolazioni nella tenuta dei registri contabili.

La scelta di aderire alla contabilità semplificata deve essere presa in concomitanza con la prima dichiarazione annuale IVA. Se la richiesta non viene presentata in questo momento, verrà adottata automaticamente la contabilità ordinaria.

A poter aderire alla contabilità semplificata sono le imprese minori, quali ditte individuali, società di persone ed enti non commerciali, a patto che rispettino specifici limiti di fatturato.

Limiti della contabilità semplificata

La scelta della contabilità semplificata presuppone che il titolare di reddito d’impresa non superi, nell’anno, il limite di ricavo di:

  • 400 mila euro per la prestazione di servizi;
  • 700 mila euro per le attività di cessione di beni.

Il periodo da prendere in considerazione per capire se si rientra in questo regime è quello dell’imposta precedente: se vengono superati questi limiti, nel successivo periodo di imposta, si passerà alla contabilità ordinaria.

Alcuni soggetti restano comunque esclusi dalla possibilità di scegliere il regime di contabilità semplificata. Infatti, oltre ai limiti di fatturato, non potranno optare per la contabilità semplificata, e quindi sono obbligati alla contabilità ordinaria, i seguenti soggetti:

  • p.A, S.r.l., S.r.l.s., S.a.p.a., società cooperative e mutue assicuratrici;
  • enti pubblici e privati che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • stabili organizzazioni di società ed enti non residenti;
  • associazioni non riconosciute e consorzi che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.

Contabilità semplificata per cassa, cosa significa?

Il regime di contabilità semplificata presenta alcune agevolazioni:

  • il reddito viene determinato utilizzando il principio di cassa e non quello di competenza;
  • le imprese vengono esonerate dalla stesura di alcuni libri contabili;
  • viene garantita una maggiore semplicità nella gestione fiscale.

Ma che cos’è il principio di cassa? In pratica, nella contabilità semplificata l’impresa registra solo ciò che ha realmente incassato e pagato. Vengono, quindi, registrati solo gli effettivi movimenti di cassa, evitando di pagare tasse su fatture che non sono ancora state incassate, come, ad esempio, nel caso di fatture con pagamenti a 30, 60 o 90 giorni data fattura fine mese.

Per far questo le imprese devono sottostare a obblighi diversi nella tenuta dei libri e registri contabili. Le registrazioni contabili devono essere eseguite rispettando l’ordine cronologico considerando la data disponibile, ovvero il giorno nel quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata.

Inoltre, è necessario indicare, per ciascuna operazione, i seguenti dati:

  • l’importo dell’incasso;
  • le generalità del soggetto che abbia effettuato il pagamento o a cui sia stato fatto il pagamento;
  • gli estremi del documento pagato/incassato.

Per chi ha un’attività commerciale come un bar, un ristorante, o un altro punto vendita al dettaglio, registratori di cassa come EasyCassa possono essere la soluzione ideale per chi sceglie la contabilità semplificata, in quanto tengono traccia in modo ordinato di tutti gli incassi e delle fatture elettroniche emesse e ricevute, e rendono quindi più semplice la vita all titolare dell’impresa.

Documenti per le imprese a contabilità semplificata

Per determinare il reddito fiscale delle imprese in contabilità semplificata sono necessari pochi documenti:

  • Registro IVA;
  • Registro Incassi/Pagamenti;
  • Registro dei Beni Ammortizzabili;
  • Libro Unico del Lavoro (ma solo se si hanno dei dipendenti);
  • Altri, come Libro Giornale, Scritture Ausiliarie e Libro Inventario non sono richiesti.

In questo modo, il reddito viene determinato considerando i ricavi percepiti nel periodo d’imposta, a cui si sottraggono le spese sostenute nell’esercizio dell’attività d’impresa. Quello che se ne ricava è il reddito che verrà tassato.

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Redazione EasyCassa

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