Lo shopping online è la nuova frontiera degli acquisti, ma quali sono gli aspetti da tenere in considerazione per aprire un e-commerce?

Continua la crescita degli e-commerce in Italia e così anche degli acquisti online. Una ricerca dell’Osservatorio di Digital Innovation riporta che nel 2019 i proventi da questo canale hanno sfiorato i 31,6 miliardi di euro pari a 281 milioni di ordini per uno scontrino medio di circa 66 euro. I settori che trainano questo trend sono quello dell’Informatica & elettronica, seguono Arredamento & Home Living e Food & Grocery.

Diventa sempre più importante, quindi, capire meglio come funziona questo particolare canale di vendita, così da non perdere importanti opportunità di business. Ma come si fa ad aprire un e-commerce?

Cosa serve per aprire un e-commerce

Apire un e-commerce non è un’attività semplice e bisogna prendere in considerazioni molti aspetti, dalla burocrazia alle modalità di pagamento da implementare sul sito.

Il primo passo è quello di studiare il mercato di riferimento e realizzare un progetto di business che sia realistico e comprenda la redazione di un business plan, l’analisi dei costi e la previsione dei ricavi, nonché la previsione dei tempi di rientro dall’investimento. In questo modo, si potrà avere un’idea più precisa di come organizzare le attività.

Dopo aver preso atto delle attività necessarie per vendere online, si potranno cominciare ad avviare le pratiche burocratiche. Come per tutte le attività commerciali, è necessario aprire la Partita IVA, inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate e all’Inps, iscriversi alla Camera di Commercio e al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di residenza. Se si è già socio o titolare di un’azienda sarà il commercialista ad avvisare l’Agenzia delle Entrate dell’apertura dell’e-commerce.

Successivamente si potrà passare ad aprire l’e-commerce attraverso la scelta della piattaforma e del catalogo dei prodotti da inserire. È possibile affidarsi in autonomia a diverse piattaforme per vendere online, ma è sempre bene scegliere professionisti che possano offrire tutte le consulenze di cui hai bisogno e che possano supportarti in ogni fase di realizzazione del progetto.

All’interno dell’e-commerce dovranno essere inseriti soltanto gli articoli che potrai realmente gestire: è importante arricchire ogni scheda prodotto con una breve descrizione e foto di qualità in modo che i clienti possano trovare con facilità ciò che stanno cercando.

Un ultimo dettaglio da non sottovalutare sono i metodi di pagamento. È importante dare la possibilità di acquistare in modi differenti i prodotti, ad esempio tramite bonifico bancario, carte prepagate, contrassegno alla consegna o con il ritiro nel punto vendita.

Costi per aprire un e-commerce

Per aprire un e-commerce oltre al progetto bisogna avere ben chiare anche quali saranno le spese da affrontare. Il budget deve tenere conto di diversi aspetti dell’attività:

  • l’acquisto, l’affitto o la creazione della piattaforma per l’e-commerce;
  • l’inserimento dati del catalogo prodotti (data entry) e l’implementazione di contenuti ad hoc;
  • la scelta dei metodi di pagamento;
  • l’integrazione con i gestionali, la logistica e il magazzino;
  • la promozione e il posizionamento sui motori di ricerca;
  • l’aggiornamento tecnologico.

A seconda dei casi, quindi, l’apertura di un negozio online può richiedere un investimento iniziale che va dai 10.000 euro ai 20.000 euro.

L’esperienza in negozio resta comunque fondamentale per i clienti. I commercianti dovranno, quindi, fare in modo che questo momento sia unico per l’utente così da continuare a rendere il negozio un punto di riferimento per lo shopping e considerare l’e-commerce come un canale complementare.

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Redazione EasyCassa

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